Un mondo migliore

Qualche giorno fa in spiaggia mi son ritrovata a parlare con una sconosciuta dei dubbi, delle paure e delle difficoltà dei genitori che mettono al mondo dei figli oggi. Personalmente, non credo sia mai esistito un mondo ideale per mettere a mondo dei figli.

Semmai ci sono persone che, con un pò di fortuna, hanno le condizioni migliori per procreare e possibilità migliori da dare ai loro figli. Stop.

Per il resto, il mondo ha sempre fatto schifo (e per mondo intendo l’essere umano), perchè la natura umana è egoista e crea disuguaglianze, salvo le poche eccezioni che ci possono essere.

Non voglio entrare nel merito della scelta (o meno) di mettere al mondo dei figli, del perchè e del percome. Sono scelte troppo personali e legate a mille fattori, per cui dare un giudizio a mio parere sarebbe superficiale, sebbene in molti ci trovino un bel passatempo nel farlo.

Ciò che mi domando invece, da madre, è se ciò che sto insegnando ai miei figli oggi possa metterli in difficoltà un domani, nel mondo in cui presto o tardi dovranno cominciare a vivere autonomamente, un mondo fatto principalmente di persone maleducate, egoiste, arriviste, aggressive, insensibili, ecc.

Lo so, la gente non è tutta così, ma una buona parte lo è, e quando cerchi di crescere dei figli con dei valori che non sono più tanto di moda, fra cui l’educazione, il rispetto degli altri e delle cose pubbliche, l’empatia, ecc, il dubbio mi sorge spontaneo.

Io ci sono passata. Ricordo che quando ero bambina, all’incirca durante la scuola elementare, le maestre dicevano ai miei genitori che forse non ero tanto normale, perchè ero troppo silenziosa, timida, per niente intraprendente, magari insicura e un pò ‘lenta’. Ero una bambina tranquilla, riflessiva. Non ero vivace, come potevano sembrare certi bambini scatenati e maleducati. Per questo non potevo essere ‘normale’.

Crescendo, mi sono resa conto che non avevo alcun ritardo mentale, ero semplicemente diversa dai miei compagni. Ero molto probabilmente insicura, timida, silenziosa, lenta, ma ero anche educata, gentile, sensibile. Forse queste qualità non erano molto contemplate per una bambina, almeno non a quei tempi, non per le mie maestre.

Un bambino che è troppo tranquillo deve avere qualche problema. Se non si integra, deve avere qualche problema. Non sorge il dubbio che magari un bambino non si integri perchè il gruppo in cui si trova non è così socievole, accogliente e positivo? Certo il mondo è crudele e bisogna imparare ad adattarsi, ma non tutti arrivano agli stessi risultati nello stesso tempo. C’è chi ha bisogno di più tempo per capire come comportarsi, conoscere la gente, acquisire stima in sé stessi, comprendere il mondo in cui vive. In altre parole: crescere.

Il compito delle maestre non è anche quello di sostenere l’integrazione, piuttosto che etichettare un bambino? Perchè dev’essere sempre il ‘diverso’ ad adattarsi ai cosiddetti ‘normali’, mentre le persone ‘normali’ non possono imparare a comprendere ed accettare persone che hanno delle diversità?

Per esserci passata, da bambina e da non più bambina, so cosa si passa quando si viene considerati ‘diversi’ dalla maggioranza. Io sono stata un’adolescente sola, etichettata come asociale. I miei compagni di classe volevano che mi inserissi nel gruppo, ci provavano, anche forzandomi a volte, ma non hanno mai provato a capirmi o accettarmi per com’ero. Io non fumavo. Non bevevo. Non pomiciavo con i ragazzi. Non sentivo di avere nulla in comune con loro, non amavo fare le cose che amavano fare i miei coetanei. Volevo solo essere me stessa (ed accettata come tale) e non volevo cambiare per conquistare gli altri, per questo ero anormale.

Ecco perchè oggi, quando ripropongo ai miei figli alcuni dei valori con cui sono cresciuta io, ho il timore che possano soffrire presto o tardi anche loro dello stesso male di vivere in società che ho sofferto io.

Ma ogni persona è a sé. Non posso mettere il cosiddetto carro davanti ai buoi, in realtà i miei figli sono già ora da bambini molto diversi da com’ero io, ma il timore di sbagliare è sempre dietro l’angolo. Sto cercando di educare i miei figli ad essere brave persone in un mondo pieno di brutte persone, ma non posso fare diversamente.

Faranno parte anche loro un giorno di quella minoranza di persone che soffre in un mondo malato, dove se non cerchi di prevaricare sul prossimo, dove se non pensi soltanto a te stesso, verrai sopraffatto? Impareranno a sopravvivere in questo mondo. E magari se la caveranno molto meglio di me. Me lo auguro con tutto il cuore.

Io intanto negli anni ho creato il mio mondo fantastico dove le favole che leggevo da bambina ed i cartoni animati a lieto fine sono la realtà, perchè ogni tanto anche una brava persona si stanca di lottare ed ha bisogno di un pò di pace.

9 commenti

  1. Se non fosse già difficile educare i figli, lo diventa ancora di più proprio perché tanti genitori hanno abdicato alla loro funzione e non danno più valori ai propri figli. Io ho vissuto sulla mia pelle, come è successo a te, le differenze di educazione con i miei coetanei: ero quella timida, tranquilla, beneducata, che non rispondeva mai agli insegnanti e aveva rispetto per gli adulti in generale. Da ragazza forse mi sono sentita diversa, ma da adulta, adesso, sono ben felice di essere differente dalla massa, sgarbata, menefreghista, capace di spintonarti per arrivare prima. Ho educato i miei figli secondo i miei valori, e per ora non ho avuto a pentirmene. Avrò sbagliato? Pazienza, tanto è prerogativa dei genitori sbagliare.

    1. Grazie per il commento Centoquarantadue, mi fa sentire meno sola ed è un piacere sapere di condividere questi temi con altre persone che la pensano un po’ come me. A presto.

  2. Grazie per il commento Centoquarantadue, mi fa sentire meno sola ed è un piacere sapere di condividere questi temi con altre persone che la pensano un po’ come me. A presto.

  3. Comunque sentire degli insegnanti che dicono che un’alunna non è normale solo perché diversa dagli altri mi fa abbastanza arrabbiare. In ogni caso io vorrei ad esempio farmi una famiglia. Mi piacerebbe molto, ma ora come ora mi è impossibile. Non ho un lavoro fisso, al massimo sono riuscito a trovare solo lavori a tempo determinato (più o meno) che non avevano nulla a che fare con il mio percorso di studio. Con una situazione simile non potrei certo crearmi una famiglia. Devo riuscire a trovare un lavoro stabile che mi consenta di farlo. Poi ovviamente arriverà la parte più difficile: crescere i propri figli. E per quello dovrò fare del mio meglio, sperando di fare un buon lavoro e di poter creare per loro un bel futuro.

    1. Non posso che augurarti in bocca al lupo per tutto, il lavoro in primis, che è ciò che dà stabilità ad una famiglia. Mi fa rabbia pensare che una persona oggi, per colpa dell’instabilità lavorativa, non possa formare una famiglia ed il tutto davanti all’indifferenza della nostra classe politica. D’altronde io stessa, da mamma single, se non avessi la mia famiglia d’origine ad aiutarmi giorno dopo giorno, sarei in un bel mare di guai. Grazie per il tuo commento ed a presto.

  4. Per il modo in cui ho vissuto io, la diversità è un grande pregio. L’omologazione ci porta a non pensare, ad agire per uniformarci.
    Mai tollerato. Io ci tenevo tantissimo a non essere etichettata, e ci tengo tutt’ora. L’opinione degli altri non mi è mai parsa importante.
    I valori vanno tramandati sempre, ma aggiungo sempre una piccola postilla che ho imparato crescendo in un mondo dove ho dovuto lottare per rimanere ciò che volevo essere: mai attaccare, ma nemmeno subire!

    1. Sono d’accordo con te sul non subire, anche se a volte, per quieto vivere, ho preferito lasciar correre. Ho provato a convincermi che per me l’opinione degli altri non è importante, ma la verità secondo me è che inevitabilmente gli altri ci influenzano. Anche inconsciamente. La mia conquista più importante è stata rinforzare la mia autostima e non farmi ‘distrarre’ dal giudizio altrui, infatti tutti gli errori che ho commesso fino ad oggi posso dire, con orgoglio, che li ho commessi con la mia testa, così come i traguardi raggiunti. Grazie per il tuo commento 🙂 A presto.

  5. Se puo esserti di consolazione, sono problemi che affliggono anche me. L’instabilità lavorativa che come una spada di Damocle è sulla testa. Vado avanti, a volte ci sono momenti di coraggio a volte il coraggio viene meno. Non ho risposte. Mi spiace

    1. Trovare risposte a riguardo è difficile… Subiamo un sistema lavorativo che è in netto peggioramento e per cui serviranno dure lotte per riconquistare, ammesso che sia possibile, i diritti che erano duramente stati conquistati in passato e che abbiamo perso per strada. L’instabilità lavorativa purtroppo rende instabili anche le famiglie, sempre più fragili e piene di problemi. Ma questo ai nostri politici sembra non importare. Grazie per il tuo commento, ti auguro di trovare nel tempo la stabilità lavorativa che tutti meritiamo.

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