Le feste

Non sono mai stata una persona che ama le feste. Da ragazza alle feste mi mettevo in disparte e guardavo tutti da un angolazione ‘riservata’.

In fondo mi piaceva vedere come gli altri interagivano tra di loro e si divertivano, solo non mi andava di farne parte. In più alle feste non conoscevo praticamente nessuno, se non chi mi aveva invitata. Sarà stato per il fatto che avevo pochissimi amici, per cui era difficile incontrarli da qualche parte.

Crescendo, questa mancanza di propensione per le feste non è cambiata. Magari oggi faccio meno fatica a socializzare, so come rompere il ghiaccio, inserirmi un pò, ma alle feste continuo a non sentirmi a mio agio. Soprattutto quando la gente si trasforma, perchè magari beve, fuma, si diverte a fare cose imbarazzanti. Che vi devo dire, sarò noiosa, ma è più forte di me, io così non mi diverto.

E visto che le feste non mi piacciono, potete immaginare il mese di dicembre quanto lo amo.

Tra festa di fine anno dell’asilo, festa aziendale e feste tra parenti, non vedo l’ora che arrivi gennaio.

La festa aziendale, poi, non so proprio come scamparmela. Posto di lavoro nuovo, già dire di no mi pare brutto, ma al capo supremo gli ho già fatto capire che non amo le feste. Credo ci rimarrebbe male se non andassi. Penso che qualsiasi scusa potrei inventare, capirebbero che è una scusa. Come se non bastasse, a prova proprio di imbarazzo, ho sentito che hanno organizzato un gioco con doppi sensi da far fare agli uomini (spero) dell’azienda. Roba da adolescenti.

Vabbè. Io già faccio fatica ad ascoltare certi discorsi a lavoro, quando si parla del più e del meno, figuriamoci una serata intera. Dite che se mi metto in un angolino fino a fine festa se ne accorgerà qualcuno?!

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25 commenti

    1. Fosse per me, essendo appena arrivata, non andrei. Ma, come giustamente hai ipotizzato, ci sono poi quelle dinamiche che portano a pensare che non voglio integrarmi, che non mi piace l’azienda o che sono una brutta persona e chiusa. Nessuno capirebbe che magari non andrei per timidezza o impegni personali reali.
      Ripeto, la cosa che non mi piace è la gente che magari si ubriaca e comincia a fare cose sconce… ma vabbè, troverò il mio angolino da cui isolarmi nel caso!
      Buon fine settimana e a presto.

    1. Beato te! 😜
      Diciamo che in passato si è sempre trattato solo di un pranzo in giornata lavorativa, quindi in un’oretta/paio d’ore eravamo fuori ed al massimo si era chiacchierato un po’ del più e del meno seduti al tavolo. A cena è diverso, ci sarà alcol, musica e giochi e più d’uno si lascerà andare (almeno così mi hanno raccontato).
      Vorrei defilarmi anch’io senza sentirmi giudicata, ma la faccia che ha fatto il capo supremo quando gli ho accennato l’ipotesi che potrei non andare, non è stata di indifferenza. Per cui mi sa che mi tocca dai, almeno finché non mi confermano il contratto 😂.
      Buon fine settimana!

  1. Fai come ti senti, ma potresti anche scoprire che non sarà tanto male, se poi per te è un sacrificio così grosso, lascia stare. A volte dobbiamo forzarci a superare le nostre resistenze e magari potrebbe essere divertente.

    1. Come sempre la tua saggezza mi spiazza Vale. Hai proprio ragione. In fondo non sono più l’adolescente timida ed insicura di anni fa e potrei anche scoprire che in azienda ci sono persone più simpatiche di quanto penso.
      Anche in questa circostanza, cercherò di dare il meglio di me.
      Un abbraccio e buon fine settimana!

      1. Potrebbe essere un’occasione piacevole, se poi proprio non dovesse essere il tuo ambiente potrai andare via dicendo che hai un terribile mal di testa! 😉
        Eppure, qualcosa mi dice che ti divertirai! Buona giornata!

  2. A me piacciono le feste con di amici e parenti. Fortunatamente, ho sempre lavorato in posti abbastanza piccoli dove, eravamo tutti amici e le feste le organizzavamo noi per stare insieme. Alcune volte, è meno peggio di quanto sembra, sai? Ti posso consigliare di sederti vicino alla persona con cui ti senti a tuo agio: fatta presenza, poi puoi congedarti con una scusa banale. Ho scritto un post proprio su questo, anzi due…ciao Bis e come dicono in Emilia…” tieni botta”!😁

    1. Grazie Low! In effetti pensavo di fare così, tanto si tratta di poche ore. Forse non mi piace l’idea di stare in mezzo a tante persone che non conosco, ma che tra di lavoro si conoscono tutte da anni. È una fase da superare lo so, ma è un retaggio dell’adolescenza e per questo forse sono prevenuta.
      Terrò botta sicuramente! Alla fine me la caverò.
      Buon fine settimana!

  3. Capisco benissimo, anche a me le feste non sono mai piaciute: il momento più bello della serata era il rientro a casa 😀 😀 😀

    Preferisco di gran lunga dialoghi a 2 o al massimo 3-4 persone.

    Tuttavia ho capito che in un nuovo ambiente di lavoro è importante presentarsi anche a questi eventi, oltre che andare a pranzo insieme quando possibile nella settimana.

    I colleghi non ti conoscono, non sanno chi sei, non sanno se possono fidarsi di te oppure no.
    Sarai amica o nemica? Sarai leale oppure no? Potranno lavorare e collaborare con te oppure no?
    Chiaramente accade tutto istintivamente, non è che il capo si fa davvero queste domande in testa.
    È tutto insito in noi, avviene ad un livello più basso del conscio.

    Io mi sono reso conto di quanto il mio evitare eventi e situazioni sociali in passato, sia stato preso come “snobismo” o come “quello si sente superiore a noi” oppure “quello non vuole essere dei nostri”.
    Quando invece era tutto l’opposto! 🙂

    1. Già, condivido appieno. Infatti in passato raramente non ho partecipato a questi ‘raduni’ di lavoro, tanto meno posso evitare adesso che sono l’ultima arrivata. Spero almeno che sia l’occasione di conoscere qualche persona gentile e simpatica in azienda. Si sa mai.

  4. NOn ho mai capito perché la gente organizza cose che poi chi partecipa è costretto a subire; io non mi sono mai presta e quando venivo precettata, ci andavo solo perché mi pagavano, ma comunque certo non allegra. Se ripenso a quei momenti mi viene ancora l’orticaria; per fortuna è finita.

    1. Il bello è che in molti avrebbero preferito qualche soldo in più in busta paga piuttosto che una festa dove in poche ore bruci migliaia di euro. Però i capi son fatti così. Lo fanno forse per incrementare il senso di appartenenza all’azienda, o perchè pensano che ai dipendenti faccia piacere, ma la verità è che chissà quanta gente va lì solo per dovere, come me. Poi l’idea che delle persone debbano, davanti a tutti, fare dei giochi stupidi e con doppi sensi mi fa restare allibita. Non si rendono proprio conto, dall’alto del loro titolo da amministratore o da manager, che non è questo che unisce le persone.

      1. La tua azienda non ha futuro, stando a quello che mi racconti; mi spiace essere lapidaria, ma è così. L’ho visto accadere mille volte negli anni. Gente che gestiva le persone come se fossero delle “risorse” da far fruttare e non ha mai capito che così facendo si da la zappa sui piedi. La gestione di questo stampo è vecchia e destinata al fallimento. Se ne accorgeranno sempre troppo tardi.

  5. La festa aziendale è una pallosità unica, un vero supplizio difficile da evitare.
    Tra l’altro io sono coinvolto per la “multimedialità” delle presentazioni, per cui non posso nemmeno trovare scuse per non partecipare.

    In generale non ho mai amato troppo le feste, specialmente quelle numerose. A parte alcuni compleanni da ragazzo, ho poi festeggiato solo i 18 ed i 50.
    Mi sono sempre sentito inadeguato in mezzo alla moltitudine, dove tendo a scomparire, e a non divertirmi affatto.

  6. Ti capisco, cara Low, anch’io non amo le feste. Ho sempre trovato scuse di ogni genere per evitarle, soprattutto quelle aziendali… Se il tuo capo ci tiene molto, fai come ti è stato consigliato: siediti accanto alla persona che ti fa sentire più a tuo agio e defilati appena puoi. È solo una serata, passerà. 🥳

    1. Già! Una serata passa in fretta alla fine, ma il concetto che ci si sente dei capi buoni perché si fa la festa aziendale non lo condivido. Di ‘sti tempi dai 100 euro in più in busta paga ad una persona e gli fai quantomeno un regalo, invece di chiedere ‘preferite i soldi o la festa aziendale?’ sapendo che nessuno, davanti a tutta l’azienda, oserebbe dire: io preferisco i soldi. Qualcuno che voleva sostenere l’idea del capo ha detto: ‘tanto 100 euro non ti cambiano la vita ‘, si, ma nemmeno una cena del cavolo! Porterò pazienza e presenzierò alla festa come tutti. Spero a questo punto di riuscire a farmi un paio di risate, giacchè ci sono.

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