Ciò che resta

E’ da giorni che avrei voluto mettere nero su bianco le mie emozioni ed i miei pensieri, ma ho preferito aspettare il dopo ‘evento’ per esprimere ciò che ho dentro.

Così mi sembra quasi di poter essere più lucida.

Oggi il mio ex compagno è venuto a trovare i bambini ed è stata una giornata piuttosto impegnativa, sebbene me l’aspettassi peggiore.

La parte più dura è stata affrontare le mie emozioni. Perchè, inutile quasi dirlo, quando rivedi un/una ex qualcosa dentro si muove sempre. Positivo, negativo, o positivo e negativo insieme, il maremoto avviene.

I bimbi, manco a dirlo, felicissimi. Ero felice persino io, nel vedere loro felici. E come non esserlo, sono piccoli, il loro punto di vista è quello di un bambino che rivede il genitore con cui non vive più. Che ne sanno dei problemi dei grandi. Anche se sentono mamma e papà che battibeccano, o si lanciano frecciatine, o fanno buon viso a cattivo gioco, questo non impedisce ai loro occhi di brillare, di sorridere mentre giocano col loro papà, mentre lo abbracciano, ci parlano, gli salgono sulle spalle e si fanno portare a spasso mano nella mano.

Questa volta, devo dire, il saluto ed il distacco non è stato nemmeno così traumatico per loro. Non hanno nemmeno pianto, stanno crescendo. Interiorizzano ed esternano un pò meno, forse cominciando ad elaborare. Li vedo sereni e la cosa mi tranquillizza, temevo torrenti di pianti a cui poi mi sarei inevitabilmente unita anch’io perchè vedere i miei bambini soffrire è una pugnalata al cuore.

Da parte mia, beh… ansia, nervosismo, rabbia, delusione, seccatura, irrequietezza. Nella maggior parte del tempo ben celati, a volte proprio non ce l’ho fatta. Quando mi rendo conto di avere di fronte una persona che non capisce, mi innervosisco. A volte mi è persino dispiaciuto per lui… poi mi sono ricordata che forse è meglio se mi dispiaccio per me stessa, visto che per lui mi sono già sacrificata più del dovuto.

Comunque, ciò su cui voglio scrivere oggi non sono tutti quei sentimenti negativi menzionati sopra. Sono noiosi e non interessano nemmeno a me. Dopo una separazione sofferta li trovo quasi ovvi.

E’ la nostalgia che mi ha lasciata più spiazzata. Non tanto la nostalgia della storia con lui, che ormai guardo con tenerezza.

Parlo della nostalgia di una famiglia unita. Mamma, papà e figli. La nostalgia di andare al bar insieme, passeggiare insieme, andare in macchina insieme, fare programmi insieme. Come una famiglia. Questa è la nostalgia più dolorosa. Era una famiglia imperfetta, ma era la MIA famiglia, quella che avevo costruito. E però la vita è così.

Ricordo che un giorno ero a pranzo con dei colleghi e si parlava del più e del meno, quando una decise di cominciare a raccontare di sua sorella che aveva un problema con suo marito ed erano a rischio rottura. Lei disse qualcosa a proposito del nipotino, che le dispiaceva per lui e rimproverava sua sorella e suo cognato perchè ‘avrebbero dovuto pensarci prima’.

A quei tempi ero già separata e quella frase mi produsse molti pensieri. Pensarci prima, già. Dopo un errore, quando ce l’hai davanti, puoi certamente dire: “hey, che brutto errore che sei, mi fossi comportato diversamente a quest’ora non saresti mai esistito…”.

Ma prima di commettere quell’errore, tu non lo sai che quello sarà un errore. Nessuno lo sa, nemmeno la coppia più felice di questo mondo. Tutto può cambiare da un momento all’altro, per chiunque, ma non puoi saperlo in anticipo. Altrimenti chi diavolo sbaglierebbe di proposito? Beh forse qualcuno si, se ci si divertisse, ma io mi diverto diversamente.

Tornando a me. La separazione è stata qualcosa di molto ponderato. Se non avessi pensato che per i miei figli è meglio avere due genitori separati rispetto a due che quando stanno insieme si scannano e si rovinano la vita, probabilmente non l’avrei fatto, a costo di sopportare una persona che non amavo più. In realtà per un pò di tempo l’ho anche fatto, pensando sempre al bene dei bambini, ma poi mi sono resa conto che una mamma infelice, nervosa, arrabbiata ha davvero una brutta influenza in famiglia e, soprattutto, è un cattivo esempio da seguire. Non che dopo la separazione fossi diventata la felicità in persona, anzi. Sono bisbetica fino in fondo ormai, ma quantomeno non ho più addosso il peso di un’altra persona. Ora se sono infelice, è solo colpa mia. Vi sembra poco?

Comunque tornando alla mia ex collega ed a tutte quelle persone che mi hanno giudicata per anni, lo so che dall’esterno è facile giudicare. Che quando non sei tu coinvolto nella situazione e non capita a te, dal di fuori tutti son bravi a dare per scontato che due genitori che si separano sono superficiali e stanno facendo la scelta più facile per loro. La pensavo anch’io così, prima di separarmi. Ma ora so che di facile nello sfasciare una famiglia non c’è proprio nulla ed i bambini non sono certo gli unici che soffrono, anche se sono quelli che bisogna tutelare maggiormente. Ed è quello che spero di essere riuscita a fare.

Ricordo quando ero piccola ed i miei genitori litigavano, ogni tanto volavano frasi del tipo: “allora me ne vado a vivere da un’altra parte”. Ed io scrivevo delle letterine molto sentite in cui chiedevo ai miei di fare pace e poi gliele consegnavo, nella speranza che quei pezzi di carta ed inchiostro potessero risolvere tutti i problemi.

Beh, per un bambino è devastante. Quando due genitori litigano ti trema la terra sotto ai piedi, senti l’instabilità intorno a te, l’incertezza, la paura, senza capire davvero cosa sta succedendo, né cosa succederà. E non te ne frega niente dei problemi di mamma e papà, tu vuoi solo che loro stiano insieme e si vogliano bene, così tu puoi avere una famiglia felice. Ecco perchè ogni volta che vorrei mandare a quel paese il padre dei miei figli (e capita), mi rendo conto che quello è il vero errore. Non tanto la separazione in sè, quanto il fatto di trasmettere quell’immagine di due genitori che non solo non si amano, ma che si odiano. Che litigano, che cercano di mettere i figli contro l’altro genitore, o di tenerseli solo per sè. Cosa piuttosto facile quando pensi che è l’altro genitore ad avere torto e che non sia in grado di fare il genitore.

Insomma, se non è complicato tutto questo, non so cosa possa esserlo. Giudicare sicuramente è la cosa più facile, ma serve a nulla e non aiuta nessuno.

Comunque vabbè, è passata anche stavolta.

Non mi resta che chiudere la tristezza di questa giornata in un cassetto e pensare che domani è un altro giorno e si ricomincia, con forza e coraggio. In fondo sono una mamma, non posso proprio mollare.

Buona notte cari bloggers. ✨💋✨

Meravigliosa illustrazione di QUENTIN GREBAN
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26 commenti

  1. Beh, che dirti? Sei stata davvero molto brava, hai messo da parte tutto per amore dei tuoi figli, come solo una mamma sa fare. Che te ne importa dei giudizi degli altri? Lo so, danno fastidio, ma il loro pensiero non conta. Hanno importanza unicamente i sacrifici che porti avanti ogni giorno con grande coraggio. Io non vedo nessuna bisbetica, ma osservo una donna coraggiosa che sa fare le sue scelte e le porta avanti con dignità. Del resto, come hai detto tu giustamente, non stai facendo vivere i tuoi figli nella menzogna.
    Da piccola anche io mi preoccupavo sempre se vedevo i miei genitori litigare. Temevo si potessero separare ed anche da grande ho avuto questa paura ogni tanto. D’altra parte, avere i miei genitori felicemente sposati da tanti anni era anche avere costantemente sotto agli occhi 👀 quello che sognavo per me. In più anche mio fratello ha avuto un matrimonio felice. Ho vissuto tanti anni in solitudine. Poi è vero, tutto può finire in un attimo se non c’è la ferma volontà di rimanere insieme ogni giorno e bisogna essere in due a volerlo. I tuoi figli stanno crescendo bene per tutto l’amore, la dedizione e l’impegno che stai dando loro ogni giorno. Puoi essere assolutamente orgogliosa di te stessa! Un abbraccio cara Ale, buonanotte ⭐️

    1. Vale… mi hai fatta commuovere! Grazie.
      Beh, come sai sono sempre molto severa con me stessa, ma forse è anche da questo che ho trovato la forza di reagire quando stavo sprofondando nel baratro della depressione.
      Comunque non posso che darti ragione, il giudizio degli altri non conta se sono sicura di ciò che sto facendo. Me ne preoccupo sempre troppo e me lo faccio pesare più del dovuto, mannaggia.
      In fin dei conti, ciò che ho affrontato e sto affrontando lo faccio per me e le mie stupende creature, non certo per avere un premio nobel o riconoscimenti dalla gente. Ho provato sulla pelle quanto fa male il giudizio delle persone, per cui sarebbe anche ora che cominciassi a non darci più peso.
      Grazie per le tue belle e dolci parole. Ti mando un abbraccio virtuale grandissimo.
      Buonanotte! 💗

  2. Secondo una mia ottica,la dualità tenderà sempre a riprendere i suoi confini. L’unità – similmente a molecola monoatomica – non ha possibilità divisionale. Ora, l’applicazione nella dimensione che ci fa essere,il concetto che ho espresso è inafferrabile,utopico,irreale. Buon proseguire, ciao! 🖐️☺️☘️🌅

    1. Grazie per il tuo commento Mario Angelo!
      Diciamo che ora comincio a delinearmi un pò più come ‘molecola monoatomica’, per cui l’amore di cui ho bisogno dovrei cercarlo dentro di me, più che in un’altra persona, come giustamente ha scritto Egle.

      Il problema è che tutta la mia vita è concentrata su quel dualismo che poi non dura mai. Guarirò dal fascino dell’inafferrabile, dell’utopia, dell’irreale? Chissà.
      Buon proseguire anche a te.

  3. Che bel post . Ho vissuto le stesse cose.
    Mio figlio aveva 5 anni. Ora ne ha 22. E ancora non e’ giunto il momento di spiegare e riparlare di quella frattura.
    Spiegare che era necessaria.
    La malinconia e’ il sogno infranto. Perche’l’ amore al di la’degli errori non finisce mai. Poi capisci che sta dentro di te e non e’ legato ad una persona e allora il tuo sogno si ricompone su ogni cosa che hai e arriva nelle tue giornate. Un abbraccio

    1. Grazie Egle! La malinconia è il sogno infranto, è proprio vero.
      Nel momento in cui capirò che l’amore è dentro di me e non è legato ad una persona, troverò la vera serenità.
      Questa tua frase mi ha illuminata… spero di riuscire a farla mia.
      Un abbraccio a te e buonanotte. ❤️

    1. Sei troppo gentile Low! Sento solo di aver trovato la forza quando era necessario farlo. Se ripenso a ciò che ho passato mi sento come una persona che ha saltato su burrone ed è riuscita ad arrivare sana e salva sull’altra sponda.
      Grazie per il tuo commento, davvero. Dopo tanti muri con cui mi sono dovuta scontrare, non sai quanto mi è di sollievo trovare persone come te ed altri bloggers a me ormai molto cari, che sanno capirmi e darmi conforto ed incoraggiamento.
      Buonanotte! ❤️

  4. i consigli da “senno del poi” li trovo di un’ insensibilità mostruosa. Credo ci sia una buona dose di cattiveria nel dire a una persona “se fossi stata più attenta alle scelte” o “hai voluto la bici adesso pedala”…trovo orrende le persone che invece di confortare hanno parole che fanno più male della disgrazia capitata.

    1. Già cara Daniela. Quante ne ho dovute sentire (e subire) da quando mi sono separata! Oggi va meglio, ma ho passato periodi davvero brutti, non tanto per ciò che mi era successo, che è stato comunque pesante, quanto per l’insensibilità di certe persone e la loro incapacità (o mancanza di volontà) di capire.
      Vabbè, oggi posso dire che il peggio è passato ed ho voltato pagina, ma quel conforto di cui parli non l’ho mai avuto e sono ferite che lasciano le cicatrici.
      Un abbraccio e grazie per il tuo commento. ❤️
      Buonanotte. ✨🌙✨

      1. mai ricevuto conforto nei momenti peggiori della vita, ma va bene così, alla fine ci si crea una migliore corazza ❤ buongiorno a te,

  5. Non dico nulla ma ti mando un abbraccio caro. Il tuo post è bellissimo perché onesto e io apprezzo molto questo genere di scritti perché danno qualcosa anche agli altri oltre che a sé stessi. 🌹🥓

    1. Grazie, sei molto gentile! Per me il blog è un vero e proprio diario, mi serve come valvola di sfogo, perchè mi permette di esprimermi in libertà e sincerità senza timore del giudizio altrui, ed in più mi piace molto ‘scovare’ persone piacevoli da leggere (come te), con cui ho cose in comune o da cui ho da imparare.
      Se così facendo trasmetto anche qualcosa agli altri non posso che esserne contenta.
      Mi ha fatto piacere che tu sia passata da qui.
      Buonanotte e a presto!

  6. Io non riuscirò mai a considerare un figlio come un “errore”.
    Come può un essere vivente essere considerato tale?
    Trovo aberrante questa affermazione, e chi la dice.

    Certo: è un peccato.
    Ma si trovano nuovi equilibri, magari non subito, e la vita va avanti.

    1. Ciao Kikkakonekka, grazie per il tuo commento.
      Mettere al mondo dei figli è una responsabilità enorme. Prima che nascessero mi sono sempre detta: diventare madre vuol dire accettare tutto ciò che verrà. Ma in realtà siamo davvero pronti e consapevoli di ciò che ci aspetta?
      Ci sono situazioni e situazioni, e da un lato posso capire chi si pente di certe scelte, anche se posso non condividerle.
      C’è stato un momento in cui ho dubitato anch’io di aver fatto la cosa giusta nel mettere al mondo le mie due stupende creature… è successo in un periodo davvero buio della mia vita, ma nel mio caso quel brutto pensiero si è dissolto in un attimo.
      Ho la fortuna di guardare i miei bambini giorno per giorno, vederli crescere, dar loro amore e riceverne in cambio il doppio. Ho compiuto un miracolo, anzi due, ed oggi so che non avrei potuto fare cosa più bella ed importante nella mia vita.
      In fondo, come dici anche tu, le difficoltà si superano, la vita va avanti e si trovano nuovi equilibri.
      Io di sicuro ce la sto mettendo tutta e di una cosa sono certa: per me ne vale la pena. Eccome.

      1. Anche perché penso:
        e se io venissi considerato un “errore”?
        e se mi genitori avessero deciso di non volermi?
        di non farmi nascere?

        No, meglio così. Teniamoci stretti i figli, anche se dobbiamo attraversare le peggiori tempeste.

  7. Vengo da una famiglia di genitori separati in casa; ti posso solo dire che non lo augurerei al mio peggior nemico. Hai fatto la cosa migliore per tutti, anche se non è certo la meno dolorosa. Hai tutta la mia stima!!

    1. Ciao Elena, ti ringrazio. ❤️‍🩹
      Mi spiace davvero che tu abbia dovuto sopportare una situazione talmente brutta, in verità io penso continuamente a tutte quelle persone che non possono permettersi una separazione, o una separazione dignitosa, e non credo siano poche.
      Personalmente ho potuto farlo grazie alla mia famiglia d’origine, che mi ha accolta e mi sta aiutando a crescere i miei bambini, che posso garantirti sono davvero molto sereni e fortunati.
      Non è così per tutti però e lo so bene. Un giorno i bimbi capiranno, ed io forse troverò un pò di serenità. Sono cose della vita, bisogna incassare ed andare avanti, facendo tesoro di ogni singolo errore commesso.
      Purtroppo la vita non sempre ci dà la possibilità di rimediare ai nostri errori, io l’ho avuta e non potevo certo sprecarla.

      Un caro saluto davvero. Buonanotte.

      1. NOn dispiacerti per me; io ho imparato anche dagli errori dei miei genitori e no, non ho la vocazione per il matrimonio! 😀 In fin dei conti l’esperienza mi ha temprata, e molto. Quel che non ammazza, rende più forti. In un certo senso gli devo essere grata. 😉

  8. Ciao Bisbetika, anche io ho avuto una relazione molto lunga (quasi un matrimonio) ma senza figli. Quando è finita mi sono colpevolizzata tanto (pensa.. e non c’erano neanche bambini a soffrire) ma poi ho capito che, come dici tu, non è colpa di nessuno se un rapporto finisce, ma la vera sfida è avere il coraggio di chiudere qualcosa che non ci rappresenta. Che ci siano figli oppure no chiudere un rapporto che non esiste più, secondo me, è una scelta molto coraggiosa. Quando ci sono dei figli poi è fondamentale perché l’insegnamento che passa è quello di non accettare di rimanere in un posto in cui si è infelici per paura, per comodità oppure perché si era fatta una scelta immutabile. Ai bambini si insegna che nella vita si possono fare degli errori ma c’è sempre la possibilità di rimediare, che un fallimento non è una catastrofe ma un’esperienza attraverso cui crescere e, soprattutto, che il fine ultimo è quello di essere felici e non si deve sopportare una situazione che non punta a questo traguardo, ma si può avere il coraggio e la possibilità di cambiarla. Si insegna che la vita dà sempre una seconda, terza, quarta possibilità. Inoltre, credo che i bambini soffrano di più quando i genitori si scontrano o si ignorano (due facce della stessa medaglia) e soprattutto che purtroppo imparino una visione distorta dell’amore e nella vita si ritrovino per tanto tempo a cercare un amore non sano. Questa è la mia opinione ovviamente, frutto di tanti anni di percorsi di crescita personale e terapia 🙂 Un forte abbraccio. Ti capisco…

    1. Grazie Eleonora! Non sai quanto mi fa bene al cuore il tuo ‘ti capisco’. Quante volte avrei voluto sentirmelo dire, o anche solo sentire parole di conforto e non di giudizio… ma si è padroni delle proprie azioni, giustamente, non di quelle degli altri. Perciò, giudizi o non giudizi, io la mia scelta l’ho fatta e la porto avanti.
      A presto! 🤗❤️

  9. Un post che tocca nel profondo, non si può giudicare nulla ma solo sentire il tuo sentire. Che peraltro io ho vissuto dall’altra parte, dalla parte di un bambino che come te voleva solo che i genitori facessero pace. Ma francamente la vita della famiglia è migliorata proprio quando i miei si sono separati. E tornassi indietro direi a mia madre di farlo prima…

    1. Grazie Arcobalenaio. Non dev’essere stato per niente facile nemmeno per te. Personalmente ho avuto un’opportunità che non tutti hanno, potermi separare avendo le spalle coperte. Il mio bimbo più piccolo aveva poco più di un mese quando è avvenuta la separazione, ma oggi guardo i miei figli negli occhi e li vedo sereni. Questo mi ripaga di tutte le sofferenze passate, presenti e future.
      A presto.

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