Autosabotaggio

Ok, oggi ne ho avuto l’ennesima conferma. Io mi sminuisco. E’ qualcosa che faccio da sempre, che io ricordi.

E’ come se tutti i risultati che ho raggiunto fino ad ora, tutte le conquiste fatte con impegno e sacrificio non siano nulla per me se non vengono confermate dagli altri.

E’ come se io non fossi in grado di stabilire il mio valore. Di vederlo.

Oggi finalmente ho fatto un colloquio dopo tanto tempo ed io che faccio? Non mi valorizzo. E mi sono pure preparata prima. Proprio per non cadere nella mia trappola di mettere in evidenza il peggio e non il meglio.

Ora, non sono Steve Jobs, ma nemmeno una capra, eppure se non fossero state le persone che hanno lavorato con me ad aver espresso apprezzamento per il mio lavoro e per il mio modo di essere, io ancora oggi mi riterrei una persona da non assumere. Pazzesco. Va bene l’umiltà, ma io esagero.

Eppure è così. E così è stato anche nelle mie relazioni di coppia. Anche perchè se avessi apprezzato il mio valore, non avrei potuto sopportare per anni determinati tipi di uomini che tutto facevano tranne apprezzarmi. Questo è un bel problema. E devo risolverlo se voglio trovare lavoro.

Devo smettere di autosabotarmi, ma per farlo dovrei capire perchè non riesco ad essere obiettiva con me stessa. Ma al di là delle tante belle parole, come si fa? Questo mio atteggiamento è un qualcosa di molto radicato in me, qualcosa che risale alla mia infanzia.

Della mia infanzia ho ricordi bellissimi, ma anche una costante sensazione di non sentirmi adeguata ed apprezzata. Di non sentirmi ‘abbastanza’. Certo è che curare queste ‘ferite’ non è come mettere un cerotto su un taglietto.

In parte forse è tutto legato al fatto che vorrei essere perfetta e quindi, non riuscendoci, divento ipercritica nei miei confronti. E così anche il raggiungimento di un piccolo traguardo non è comunque il raggiungimento della perfezione, per cui non vale nulla.

Inoltre se non sono capace non ho bisogno di agire giusto? Per cui non rischio di sbagliare o sentirmi inadeguata. Non rischio di prendermi responsabilità che penso di non meritare e di non poter gestire.

Ovvio che non può essere vero. Dovrei essere un’incompetente al 100% per non riuscire a fare nulla di buono, e so che non è così, ma il fatto di non poter essere perfetta come vorrei mi spinge a nascondermi e a dare agli altri le redini della mia vita, personale e lavorativa.

Beh, magari ora ci ho capito qualcosa in più, ma come la risolvo?

Bell’enigma.

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21 commenti

  1. Ciao!!
    Io penso che in parte il risultato di questi errori dìpenda dalle aspettative dei film mentali che ci facciamo immaginando determinante situazioni.
    Più impulso nelle relazionarci e meno rimuginare prima. Prova!! 😅

  2. L’aver preso atto di questo tuo autosabotarti è già un primo grande passo per riuscire ad assolverti. Che poi non essere perfetta non è una colpa, il perfezionismo è una trappola. Ci sono passata, eccome se ti capisco. Comincia a piccoli passi ed inizia a volerti bene. “Fatto è meglio che perfetto”.
    Un forte abbraccio Ale! 🥰

      1. Figurati Ale, per così poco, sono sempre a disposizione per te, davvero. La frase non è mia, ma mi sembrava ci stesse bene! Sono felice 😃 che ti sia piaciuta.
        Un abbraccione

  3. Attendo consigli visto che questa è una cosa che, insieme anche ad una certa timidezza a limitato tanto anche me nella mia vita. Essere così ipercritici con se stessi è davvero ingiusto eppure almeno nel mio caso non sono mai riuscito a superarla e se non fosse per il fatto che è il lavoro che cerca me (proprio perché c’è chi mi conosce) avrei avuto seri problemi come del resto li ho avuti dal lato sentimentale. Io mi sono sempre ritenuto sbagliato e non all’altezza in tutto ed è una convinzione così radicata che è difficile sradicarla.

    1. E’ difficile, ma necessario. Mio padre mi ripete continuamente: “Ma secondo te tutte quelle persone sono competenti solo perchè stanno dietro a quella scrivania? Secondo te sono nate ‘imparate’?”.
      Ovvio che no. Anch’io prima di farmi apprezzare nel mio lavoro sono partita da zero, da non saper fare nemmeno le fotocopie. Eppure tutto il percorso che ho fatto non mi ha portata ad apprezzare ciò che so fare, infatti continuo a dare più importanza a ciò che NON so fare.
      Certo non bisogna sentirsi meglio degli altri, ma nemmeno peggio. Insomma il paragone con gli altri non va proprio fatto, ci si dovrebbe paragonare solo a sé stessi, a ciò che eravamo prima di certi progressi e a ciò che potremmo diventare dopo averne fatti altri. A parole è tutto facile, poi nei fatti… autosabotaggio.
      Comunque a me aiuta molto sentire storie di chi ha avuto lo stesso problema e l’ha risolto, molto di più che leggere o ascoltare esperti che ne parlano, perchè chi ci è passato ed è uscito da questo circolo vizioso, deve aver provato sulla propria pelle a trovare la strategia giusta anti-autosabotaggio.
      Se può interessarti, io ho trovato parecchi spunti su “TEDx Talks” su YouTube.
      Ci sono relatori davvero interessanti per ogni tipo di argomento.
      Buona giornata!

      1. Ecco, credo che tu abbia detto una cosa sacrosanta: il paragone con gli altri non dovrebbe mai essere fatto! In questo sicuramente mi trovo d’accordo e forse è qui la chiave essendoci trovati in un contesto storico dove è la società che quasi impone questa competizione che è finalizzata a primeggiare sebbene invece, esistono al mondo persone che sono più portare alla collaborazione ed al gioco di squadra. Probabilmente uno come me ha patito anche ciò perché alla fine ciò che siamo è anche figlio del contesto in cui viviamo. Io mi sa che vivo un po’ dislocato! 🤷

      2. La società moderna vuole persone che sappiano ‘vendersi’, c’è poco da fare. A me questo concetto fa rabbrividire, ma purtroppo è così, soprattutto nel mondo del lavoro. Comunque se non si è portati per la competizione difficilmente si potrà diventare persone competitive. Possiamo solo cercare di mettere in evidenza le nostre qualità sperando di trovare qualcuno che le apprezzi. È stato un bel confronto, alla prossima. 😉

  4. A mio avviso nessuno ha il giusto equilibrio. C’è chi si frena troppo, c’è chi, pervaso da narcisismo, non si frena anche quando sarebbe il caso. Ma è naturale esser diversi, e ognuno e, a suo modo, perfetto. Secondo me l’importante è non esser cattivi, per il resto ognuno porta il suo burattino nella danza. E non c’è problema, questo guazzabuglio si chiama vita.

    1. Eh già, la vita è imperfetta e così anche noi. Accettarlo però a volte è difficile, se si è abituati a pensare che ci venga richiesto di essere perfetti. L’equilibrio che vorrei trovare io mi servirebbe per non essere troppo severa con me stessa, ma soprattutto, di non farmi condizionare troppo da chi mi apprezza così come da chi mi scarta. Ma forse anche l’equilibrio è un pò come la perfezione, più lo rincorriamo e più qualcosa ci sfugge… . L’ideale sarebbe vivere e godersi il presente così com’è, così come siamo, con le nostre imperfezioni ed il nostro dis-equilibrio. Sapersi lasciare il passato alle spalle.
      E niente, per me la vita è una ricerca continua di sé stessi, fino alla fine.
      Grazie per il tuo commento e a presto. 🙂

  5. Ti dico come ho fatto io che ho vissuto e vivo ancora ogni tanto questa sensazione .
    Ogni giorno, di sera , scrivo un diario . Con tutte le cose che ho vissuto , belle e brutte , cosa ho sentito . In questo modo dai valore ad ogni cosa che ti succede .
    E poi la mindfulness mi ha aiutato tanto .

    1. Il mindfulness non è semplice per me. O forse non ho capito bene come funziona, perchè tendo ad amplificare le mie sensazioni negative del momento.
      Magari puoi darmi qualche dritta a riguardo?
      Grazie e buonanotte!

      1. E’ corretto che si amplifichino e l’atteggiamento che il praticante deve avere è il non giudizio. Osserva e ascolta. Senza forzare.
        Dopo un po’ la sensazione negativa sparisce , non ha più etichette , e la vedi per quello che è. E puoi trasformarla. Se vuoi sapere altro sono a disposizione. Sono istruttrice di mindfulness.

  6. Buongiorno!

    Quanto mi ci ritrovo, in queste frasi.
    Ho passato una vita intera a non valorizzarmi, a sminuirmi, a ritenermi inadatto. Mi è sempre mancata la “consapevolezza” che mi potesse sostenere, e poi mi guardo in giro e vedo persone di gran lunga meno preparate, ma più consapevoli e “coraggiose”, che hanno fatto carriera e sono riuscite a valorizzarsi molto più di me.

  7. Esatto. Sul lavoro poi ho visto davvero persone che si sono sapute ‘vendere’ benissimo, anche se alla fine non erano all’altezza del ruolo assegnatogli.
    E’ una dote anche quella.
    Comunque non possiamo essere tutti uguali, tutti bravi nelle stesse cose. La speranza è che chi abbiamo di fronte sappia cogliere il nostro valore più di quanto facciamo noi e darci un’opportunità, anche se non si può vivere nella speranza di incontri fortunati.
    Io voglio almeno provare a cambiare approccio verso me stessa. Vedremo. Work in progress… .

  8. Anche io mi ritrovo molto nelle tue parole e credo che in fondo, un po’ tutti, ci sentiamo così.

    È chiaro che più è alto l’ideale, più è forte la sensazione di inadeguatezza.

    Per quel che ho capito, abbiamo in testa un Giudice (il Super Io di Freud) che può essere più o meno severo, più o meno implacabile.
    Quello che serve fare è conoscerlo e riconoscerlo e poi esser noi a giudicare il Giudice, trasformandolo gradualmente in un Coach benevolo che ci aiuta davvero a migliorare anziché farci sentire delle merde.

    È il famoso “amare se stessi”, qualcosa di molto difficile da fare.

    Una volta in un film mi aveva folgorato la frase: “accettiamo soltanto l’amore che crediamo di meritare”.
    Ecco perché è così difficile: se sei convinta (sono convinto) di non meritarlo, l’autosabotaggio è inevitabile!
    Forse ci impiegheremo una vita per amare noi stessi, ma sono certo che ne vale sicuramente la pena!

    A presto! 🙂

    1. Ciao Leonardo, grazie per il tuo commento. Ho cercato per tanto tempo di capire perché penso di non meritare amore, ma credo che sia troppo complesso. Forse dovrei solo cercare di cambiare prospettiva ed atteggiamento nei miei confronti. E già così sembra essere molto difficile.

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