Un letto che non è il mio

Sono sempre stata schizzinosa da quando ricordo. Fin da bambina. Credo che questa mia caratteristica derivi da mia madre e dall’educazione che mi ha impartito circa la pulizia.

Sono le 2:00 di notte, l’ennesima notte insonne, una fra tante, ma stanotte so perché non riesco a prendere sonno: non sono nel mio letto. Sono fuori città in vacanza con i miei bimbi e, nonostante loro dormono profondamente, io non riesco a chiudere occhio.

Sarà l’odore del letto, della stanza, non so. Ho lasciato il letto matrimoniale ai bimbi ed io mi sono sdraiata su un lettino che poggia su un muretto con un mobile incassato. Schizzinosa come sono ho fatto la cosa più sbagliata. Prima di coricarmi nel letto, dopo aver aperto la coperta col lenzuolo, ho accesso la torcia del cellulare per controllare che non ci fossero residui di altri esseri umani sulle lenzuola, quando ad un certo punto la luce è finita sugli sportelli di questo mobile incassato nel muro… Beh, ci sono delle macchie. Non si vedono con la luce naturale, potrebbero essere impronte di mani sporche o altro e vi giuro che finché non ho spostato il letto dalla parete avevo il terrore di poterla sfiorare col lenzuolo o, peggio, con il mio corpo.

Assurdo vero? Penso di essere una delle rare persone al mondo che ha l’istinto di pulire la stanza di un albergo o di un b&b quando vi soggiorna. Non vi dico se vado in una casa d’affitto… Ho disgusto a toccare qualsiasi cosa, naturalmente perché nessun posto può nella mia mente essere pulito come intendo io. Tanto più che questi posti frequentati da moltissime persone sono quanto di meno pulito ci possa essere.

Se mi siedo su un marciapiede per strada mi fa meno senso che sedermi sulla sedia di una casa dove ci sono passate ‘n’ persone e non so cosa ci hanno fatto.

Sto cercando in tutti i modi di non trasferire questa paranoia ai miei figli, ma temo sia impossibile. Prima di farli poggiare sul letto ci ho messo un lenzuolo portato da me… .

Oggi vorrei avere tipo l’arma degli acchiappafantasmi di Ghostbusters, ma capace di igienizzare e pulire ovunque.

In pratica io quando vado in vacanza mi stresso. Non vedo l’ora di tornare a casa, dove so che le mie cose le ho toccate solo io e so che le ho pulite e lavate.

Ricordo che una volta, cercando di capire il comportamento ossessivo di mia madre per la pulizia, ho letto un articolo di psicologia che spiegava cosa c’è dietro questa fobia dello sporco e temo che col tempo mi stia ammalando anch’io di questa ossessione. In casa mia non sono così fissata, ma quando mi trovo in altri ambienti scatta la ricerca della perfezione e non capisco perché.

Niente, questo lettino non mi farà chiudete occhio stanotte, quindi non mi resta che andare a farmi spazio tra i miei bimbi nel lettone.

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8 commenti

  1. Posso capire bene 😀
    Anche io sono cresciuto con il concetto di “purezza”, “candore” e “perfezione”.
    È qualcosa nella quale ci si può rimanere nevroticamente incastrati: tendere al bianco senza tollerare neanche una macchietta di grigio.
    Ma il bianco assoluto, così come il nero assoluto, non esiste.

    “…e chi desidera rimaner puro fra gli uomini deve saper lavare sè stesso anche con l’acqua sporca”

  2. Da ossessivo-comulsiva capisco bene.
    Prima di entrare nel letto coi bimbi, avrei chiuso per bene le lenzuola del lettino in un sacco e mi sarei lavata (pur non avendo toccato nulla)…

    1. Diciamo che cerco di non esagerare, ma a volte il mio essere schizzinosa mi impedisce di godermi certe situazioni appieno. Per i miei figli devo trovare un equilibrio però, altrimenti rischio di ‘contagiare’ anche loro!

      1. Ci credo. E non è facile.
        Ma mi sembri anche una persona molto consapevole, e questo fa una bella differenza, anche per loro!

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